Il borgo fantasma di Pentidattilo in Calabria
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Pentidattilo Calabria: cosa vedere nel paese fantasma di Reggio Calabria

Il borgo di Pentidattilo è uno dei luoghi più suggestivi che abbiamo visitato in Calabria.

Un monte con guglie a forma di mano, vecchie case in pietra addossate l’una all’altra, fichi d’india che crescono ovunque e un’atmosfera silenziosa e misteriosa.

Se cerchi un posto dove immergerti nelle tradizioni, nella storia e nelle leggende del passato sono sicura che Pentedattilo saprà conquistarti con il suo fascino enigmatico.

“così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla”

Questa era una citazione dello scrittore Edward Lear che venne in Italia e visitò Pentidattilo nell’Ottocento. Oggi il borgo non è poi così difficile da raggiungere in auto.

Prosegui la lettura per scoprire come raggiungere e cosa vedere nel borgo, oltre che la sua storia e le sue leggende.

Pentidattilo significato

Forse ti starai chiedendo perché si chiama Pentidattilo (denominato da molti anche Pentedattilo).

Il suo nome deriva dall’imponente roccia che lo sovrasta. Una parete rocciosa levigata dal vento che ricorda una grossa mano aperta, appartenente forse al diavolo o a un ciclope.

La parola Pentadattilo ha un’etimologia greca, infatti “penta daktylos” significa “cinque dita”.

Il borgo è anche soprannominato “La mano del diavolo”, per la sua forma particolare e per le leggende che lo circondano.

Dove si trova Pentidattilo

Pentedattilo è una frazione di Melito Porto Salvo, a metà strada tra mare e monti. Affacciato sul Mar Jonio ma incastonato tra le rocce del Monte Calvario, nel Parco dell’Aspromonte e nel cuore dell’area grecanica calabrese.

Questo borgo fantasma dista pochi chilometri da Reggio Calabria ed è immerso in uno scenario paesaggistico non indifferente. Protetto alle spalle dai monti e immerso nella Vallata Sant’Elia tra ulivi, ginestre e fichi d’india a perdita d’occhio.

Uno scorcio del Parco dell'Aspromonte tra i ruderi di Pentidattilo

Pentidattilo storia

Il borgo di Pentedattilo diventa disabitato verso fine ‘700 in seguito ad un terremoto quando i suoi abitanti sgombrarono pian piano le loro abitazioni per la continua minaccia di alluvioni.

L'attrazione turistica di Pentidattilo a Reggio Calabria

Viene definitivamente dichiarato inabitabile nel 1971 e gli ultimi residenti sono costretti a trasferirsi nel nuovo paese a fondo valle per motivi di sicurezza.

Negli ultimi anni hanno preso vita progetti di ripristino del borgo per farlo tornare al suo antico splendore.

Sono state aperte botteghe artigianali e un ristorante. Alcune vecchie case ristrutturate sono diventate un albergo diffuso e la pavimentazione della strada principale è stata restaurata.

Grazie all’aiuto di tanti volontari si sta cercando di far rivivere quelle tradizioni e quella cultura della zona grecanica calabrese, di cui Pentedattilo fa parte. Infatti in questi territori ci sono diverse comunità che ancora oggi parlano una forma di lingua greca, riconosciuta dallo Stato Italiano come patrimonio linguistico nazionale.

Negli anni Pentedattilo con il suo fascino ha lasciato il segno in molti personaggi che sono passati per le sue strade.

Oltre il già citato Edward Lear che scrisse di Pentedattilo nel libro dedicato al suo tour a piedi in Calabria, un altro esempio è Maurits Cornelius Escher, artista e viaggiatore che realizzò diverse incisioni di Pentedattilo.

Pentedattilo fantasmi: la leggenda della strage degli Alberti

Nel borgo di Pentidattilo vivevano due famiglie nobili in contrasto tra loro: gli Alberti e gli Abenavoli.

Si narra che il barone Abenavoli voleva sposare Antonietta Alberti, ma la donna era già promessa in sposa al figlio del vicerè di Napoli.

Per questo il barone, accecato dalla rabbia, la notte di Pasqua entrò nel castello e si vendicò di tutti.

Graziò solo Antonietta che fu rapita insieme al suo futuro marito e portata a Montebello. I due dopo tre giorni si sposarono, anche se il matrimonio fu poi annullato dalla Sacra Rota.

La leggenda vuole che quando il vento si infila tra le “dita del diavolo” si sentono ancora le urla e i gemiti delle persone uccise al castello.

Pentedattilo cosa vedere

Secondo me la vista più spettacolare la si ha da lontano, ammirando le guglie del Monte Calvario che sorreggono il borgo e le sue case arroccate.

Una volta addentrato nel cuore del paese perditi tra le sue viuzze, fermati ad ascoltare un silenzio surreale e lasciati avvolgere da quell’alone misterioso che la sua storia trasmette.

Fare un’escursione e vistare Pentedattilo è una delle cose da fare a Reggio Calabria e dintorni. Non servirà molto tempo, noi l’abbiamo girato in un’oretta circa.

Ecco cosa vedere nel paese fantasma della Calabria.

  • Castello di Pentidattilo: edificato alle pendici del Monte Calvario. Oggi sono rimasti solo ruderi che dominano l’intero abitato. Il castello è il luogo in cui ruota la leggenda di Pentedattilo e dei suoi fantasmi
  • Botteghe artigianali: tra i vicoli fermati a sbirciare i prodotti delle tante botteghe artigiane. Dai negozietti che vendono ogni tipo di articolo a base di bergamotto a quelli con souvenir in legno realizzati a mano.
  • Chiesa dei Santi Corifei Pietro e Paolo: chiesa parrocchiale di origine bizantina che conserva una lapide della famiglia Alberti
  • Affresco di San Cristoforo: opera di fine ‘800 realizzato da un artista ignoto. Lo trovi sotto lo sperone di roccia inclinato, nel punto in cui si narra che San Cristoforo resse il masso con la sua forza a protezione delle case sottostanti
  • Piccoli musei: per mantenere vivi usi e costumi è stato creato il Museo delle Tradizioni popolari, mentre il Piccolo Museo del Bergamotto è dedicato all’agrume tipico di questi territori

Pentedattilo come arrivare

Sorge a sud di Reggio Calabria, all’estremità della “punta” della nostra Italia. Per raggiungere Pentidattilo percorri la strada statale SS106 Jonica seguendo le indicazioni per Melito Porto Salvo, di cui è frazione.

Con l’auto poi risali i tornanti di Via per Pentedattilo per arrivare al borgo. Trovi un parcheggio gratuito ai piedi del paese vicino alla Chiesa della Candelora. Parcheggiata la macchina risali i vicoli a piedi per visitare Pentedattilo.

Se invece sei amante delle escursioni in natura e hai tempo a disposizione puoi lasciare l’auto a Melito Porto Salvo e intraprendere un trekking di un paio d’ore che ti porta dritto alla meta.

Pentidattilo dove mangiare

Noi non abbiamo pranzato a Pentedattilo ma all’interno del borgo c’è un ristorante chiamato La Cantina di Nonno Nino. Altrimenti scendendo verso valle trovi altri agriturismi e ristoranti tipici.

Dove dormire a Pentedattilo

Se vuoi vivere l’atmosfera misteriosa del luogo all’interno del borgo trovi un albergo diffuso, con alcune vecchie case in pietra ora ristrutturate.

Noi abbiamo tenuto come base il nostro appartamento di Reggio Calabria, da cui dista circa 45 minuti.

Un alloggio che consiglio a tutti per pulizia, posizione e comodità. La Casa di Nausicaa si trova proprio dietro al Duomo di Reggio Calabria ed è accessoriata di tutti i comfort per trascorrere un soggiorno perfetto. Inoltre il proprietario è stato davvero gentile e disponibile venendo incontro alle nostre esigenze di orario.

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