Consonno, la città fantasma della Lombardia
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Consonno, la città fantasma: luoghi abbandonati della Lombardia tra fascino e decadenza

Qual è il posto più misterioso che avete visto in Italia? Noi abbiamo la prova che esiste una città fantasma in Lombardia e si trova proprio a due passi da casa nostra. Stiamo parlando di Consonno, ora chiamata “Ghost Town”.

In questo articolo ti voglio raccontare la sua storia, dal progetto a quello che è divenuto oggi. Se sei amante di questi luoghi abbandonati nell’ultimo paragrafo trovi anche come raggiungere il borgo per visitarlo.

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La storia di Consonno e il suo ambizioso progetto: da borgo rurale a Las Vegas della Brianza

La storia di Consonno è tra le più folli che abbia mai sentito.

L’atmosfera che si respira all’interno del paese fantasma è davvero surreale! Le estrose costruzioni arrugginite e decadenti sono ormai ricoperte dalla vegetazione che piano piano sta prendendo il sopravvento.

È stato sconvolgente vedere il contrasto tra la vista mozzafiato delle Prealpi e delle valli brianzole e questa accozzaglia di edifici diroccati di un borgo ormai da anni abbandonato.

Un intero paesino della Brianza distrutto dalla speculazione di una mai realizzata “città dei balocchi” ora inserita tra i luoghi dimenticati più originali d’Italia.

Noi abbiamo voluto visitare il borgo fantasma di Consonno più che per la bellezza del luogo per la sua inconcepibile storia che ora ti voglio raccontare.

Un camion abbandonato e ricoperto da murales
Camion abbandonato e ricoperto da murales

Consonno storia

“C’era una volta, tanto tempo fa un antico borgo immerso nella natura…”

una panoramica sul borgo abbandonato di Consonno in Lombardia
Panoramica del borgo abbondonato

No, non è una favola che trovi tra le pagine di un libro di tuo figlio, ma una storia vera che non si è conclusa con un lieto fine.

Tutto è iniziato nel 1962 quando il Conte Mario Bagno, imprenditore immobiliare, decide di acquistare Consonno, piccolo borgo brianzolo posto sul Monte di Brianza.

L’intero paese viene quindi raso al suolo per realizzare un’assurda città dei divertimenti, seguendo il modello di Las Vegas.

Il Conte Bagno scelse il borgo di Consonno per la splendida posizione con vista panoramica sulle Prealpi e sulle verdi vallate. Inoltre poteva essere facilmente raggiunto da Milano, da cui dista circa un’ora.

Consonno progetto

Il progetto di Mario Bagno consiste nel costruire un insieme di edifici eccentrici con testimonianze rievocative di diversi luoghi del mondo. Furono ad esempio eretti un improbabile minareto, ora simbolo di Consonno, una galleria di negozi in stile arabeggiante, pagode cinesi e sfingi egiziane, sale da gioco e sale da ballo, colonne doriche e il “Grand Hotel Plaza”.

Alla fine dei lavori del vecchio paese agricolo si sono salvati solo la Chiesa di San Maurizio, la casa del cappellano ed il cimitero.

I lavori comprendono anche la costruzione di una strada per facilitare il collegamento ad Olginate, paese limitrofo.

La follia del Conte Bagno prosegue con la demolizione della collina attigua tramite esplosivi e ruspe perché limita il panorama sul Monte Resegone e sulle Prealpi lecchesi.

Questo ha causato un dissesto idrogeologico della zona e, tra il ’66 e il ’67, diverse frane si riversano sulla strada appena costruita. Ma questo non ferma la presunzione del Conte che continua la realizzazione del suo paese dei balocchi, fino a sognare persino un circuito automobilistico fortunatamente mai realizzato.

Il boom economico del borgo brianzolo

A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta la città di Consonno raggiunge l’apice del successo. Lunghe file di automobili in coda e migliaia di persone a popolare la Las Vegas della Brianza.

“Qui Consonno tutto è meraviglioso”

“A Consonno è sempre festa”

“A Consonno il cielo è più azzurro”

Questi sono gli striscioni posti nelle diverse porte d’entrata della città.

Ci sono feste e danze ogni sera, grandi divertimenti ed ospiti d’eccezione come ad esempio i Dik Dik, Pippo Baudo, Celentano, Mina e Milva. Proprio come a Las Vegas anche Consonno è meta di coppie di sposi che si fanno immortalare in uno scenario da favola.

L’esaltazione di Consonno dura però solo alcuni anni. Una volta calata la curiosità, per la città dei balocchi ha inizio il declino. Insorgono delle proteste per la distruzione del territorio e per la costruzione di edifici in contrasto con la natura circostante.

Nel 1976 è proprio la natura deturpata che condanna definitivamente il progetto di Mario Bagno. Infatti una frana si riversa per l’ennesima volta sulla strada di accesso alla città, isolandola dal mondo.

Ecco quindi che Consonno diventa tragicamente una città fantasma, dimenticata da tutti.

Consonno oggi

Minareto di Consonno fare attenzione ai bambini
Attenzione ai bambini!

Fai attenzione quindi a non addentrarti nelle strutture per i possibili rischi di crollo. Noi abbiamo visto ragazzi salire sulle scale arrugginite del minareto andando incontro a una probabile situazione di pericolo. Sicuramente da evitare!

Oggi la città di Consonno è completamente in rovina. Piante selvatiche e rampicanti si stanno impossessando di ogni vecchia attrazione ormai costellata ovunque da murales. Gli striscioni di benvenuto sono ormai arrugginiti e illeggibili. Gli edifici abbandonati sono diroccati e pericolanti, per questo motivo interamente recintati.

Le strade sono percorribili a piedi mentre alle auto è stato vietato l’accesso tramite delle stanghe sistemate agli ingressi.

Dove si trova

Consonno è una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Si erge sul Monte di Brianza, cuore della vera Brianza.

Il borgo è uno dei punti più alti della zona da cui si riesce a vedere il percorso del fiume Adda, il Resegone e tutti i paesi sottostanti la collina.

Come raggiungere Consonno

Per arrivare a Consonno devi prima raggiungere Olginate. A questo punto imbocca via Belvedere fino ad arrivare al cartello che indica la strada per Consonno. Abbiamo percorso una strada asfaltata immersa nel bosco che nel tratto finale diventa più tortuosa e sconnessa.

L’accesso da Olginate è possibile solo a piedi o in bicicletta durante la chiusura della stanga (aperta solitamente nei giorni festivi e di domenica). La passeggiata dura circa un’ora. Noi essendoci andati di domenica abbiamo trovato la sbarra aperta evitando quindi una bella sfacchinata in salita.

C’è anche un secondo accesso da Villa Vergano che noi non abbiamo mai provato. Dopo aver seguito le indicazioni per Galbiate-Villa Vergano seguite i cartelli per Consonno o per l’Azienda Agricola Figina. Arrivati alla sbarra c’è ancora un chilometro da percorrere a piedi per raggiungere la città fantasma.

Tu hai mai visitato una città fantasma oppure un luogo abbandonato? Faccelo sapere nei commenti. A noi affascinano le storie di questi luoghi.

Se ti interessano altre escursioni in zone limitrofe visita la sezione del nostro blog dedicata alle gite in Lombardia.

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